Osterie d’Italia Sussidiario del mangiarbere all’italiana compie vent’anni. Dal 1990 è l’unica guida dedicata ai locali dove si pratica la migliore cucina regionale. Quest’anno sono 1700 i locali consigliati e raccontati, con centinaia di novità, tutti caratterizzati da fedeltà ai sapori del territorio, ambienti accoglienti, prezzi corretti. Due simboli premiano, rispettivamente, le cantine più fornite e i locali che presentano la migliore selezione di formaggi. Il riconoscimento più importante e ambito, la Chiocciolina dello Slow Food, è assegnato ai locali che ci piacciono in modo speciale, per l’ambiente, la cucina, l’accoglienza. Sono inoltre segnalati i locali accessibili ai disabili e quelli che offrono menù adatti agli intolleranti al glutine. Per celebrare i vent’anni della guida, ogni regione è introdotta dallo scritto di un personaggio della cultura, dello spettacolo, dello sport: Marco Albarello, Folco Portinari, Lella Costa, Pietro Bianchi, Francesca Neri, Klaus Dibiasi, Alberto Sinigaglia, Tullio Avoledo, Maurizio Maggiani, Tonino Guerra, Massimo Cirri, Enrico Vaime, Giovanna Marini, Neri Marcorè, Raffaele Colapietra, Antonietta Caccia, Alessandro e Giuseppe Laterza, Marino Niola, Gaetano Cappelli, Vito Teti, Roy Paci, Gavino Sanna.
Osterie d’Italia 2010 – Slowfood editore
Un libro che vuole essere l’ultimo capitolo delle grande storia delle osterie italiane. Il racconto comincia dal momento in cui la strada ferrata, l’avvento del gas e dell’elettricità nelle case e nelle fabbriche e tutte le innovazioni portate dalla modernità hanno trasformato mobilità e servizi, mettendo in crisi il calendario agrario, i mercati, gli orari di lavoro. Attraverso i vademecum dei viaggiatori, le monografie, le testimonianze è stato percorso un itinerario a un tempo cronologico e geografico, che ha come punto di riferimento finale la guida Osterie d’Italia di Slow Food. Ne risulta un racconto sui luoghi di ristoro, sugli osti che ne hanno determinato la fisionomia, sui piatti che ne hanno fatto la fortuna. Per capire come riflettere sull’osteria e sulla sua storia non sia soltanto un pretesto per giustificare ulteriori lunghi soggiorni a tavola, per centellinare millesimi centenari fissando i giri perpetui degli spiedi, ma un lavoro utile per proteggere il buon gusto, per disegnare la carta della felicità conviviale facendone emergere gli aspetti più accessibili e durevoli, per provare a immaginare l’osteria del futuro.
L’autore
Alberto Capatti, docente presso l’Università di Pavia, è direttore della rivista Slow, messaggero di gusto e cultura, edita da Slow Food, e autore di di diversi lavori sulla storia dell’alimentazione: ultimo in ordine di tempo, La cucina italiana, storia di una cultura, realizzato insieme a Massimo Montanari. Paola Gho è curatrice della guida Osterie d’Italia.
IL BUON PAESE – Slowfood editore
I migliori prodotti dell’artigianato alimentare italiano, con le specialità dei Presìdi Slow Food e un’attenzione particolare per chi lavora con criteri naturali e sostenibili. I contenuti: Dall’aceto al caffè, dai formaggi all’olio, dai gelati ai salumi, dalla birra alla pasta. L’inventario curato da Slow Food di casari, norcini, pastai, contadini e artigiani che operano con attenzione alla qualità e alle risorse del territorio e che vendono direttamente i loro prodotti. Per scoprire la migliore produzione alimentare italiana, la più fedele alla tradizione, la più legata alla terra.
Guida ai vitigni d’Italia – Slowfood editore
Dopo la moda dei vitigni internazionali, per anni dominatori incontrastati in cantine ed enoteche, l’Italia del vino riscopre il grande patrimonio di biodiversità rappresentato dalle varietà locali e tradizionali. Slow Food ha realizzato uno strumento editoriale capace di informare e orientare appassionati e operatori. Da Abbuoto a Zucchero e Cannella, passando per Nebbiolo e Sangiovese, Fiano e Coda di Volpe, Oseleta e Ucelut, Tazzelenghe e Bruciapagliaio, Bellone e Cacamosca, la Guida ai vitigni d’Italia si presenta come il più aggiornato repertorio del patrimonio ampelografico italiano. Vi trovano posto tutti i 580 vitigni presenti e coltivati soltanto in Italia o che, pur coltivati tradizionalmente anche in altri paesi, di solito con nomi diversi, sono presenti in Italia da epoca immemorabile: di ciascuno una scheda illustra storia, bacino di diffusione, caratteristiche della pianta e del vino che se ne ricava. Il tutto è completato da un utile glossario di viticoltura e ampelografia e da un’ampia bibliografia, ed è arricchito da immagini documentarie.